buon compleanno, giovanni dottor giustizia (terrena)

Il mercoledì termale è così simile al martedì termale che quasi quasi approfitto dell’occasione per somministrare all’incauto lettore un po’ di cose serie.

La ricreazione termale è sospesa, almeno per qualche riga.

#natooggi (ieri o nei giorni scorsi per chi legge, cortesia della Biblioteca di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano)

John Bordley Rawls (Baltimora, 21 febbraio 1921 – Lexington, 24 novembre 2002).

“Tra i maggiori filosofi della morale e della politica della seconda metà del Novecento, in contrasto con le dottrine utilitaristiche classiche dominanti nella riflessione etico-politica anglosassone, R. propose una teoria neocontrattualistica della giustizia sociale, riprendendo la tradizione di Locke, Rousseau e soprattutto di Kant. Tale teoria si fonda sul presupposto della scelta razionale, da parte di ciascun membro di un ipotetico «stato di natura», dei principi cui dovrebbero conformarsi le istituzioni per essere considerate giuste. Il punto di partenza è dato da un’ipotetica «posizione originaria» caratterizzata da un «velo di ignoranza» circa il ruolo che ogni membro occuperà nella società, e quindi da una condizione necessariamente imparziale in cui in tutti è presente almeno l’intenzione di non venire danneggiati a causa della posizione sociale che si andrà a occupare. A partire da tale condizione ciascuno sceglierebbe razionalmente due principi fondamentali su cui basare il funzionamento delle istituzioni. Il primo stabilisce che a ciascun membro della società spetteranno uguali diritti, doveri e libertà; il secondo (noto come principio di differenza) individua le condizioni per un’equa giustizia distributiva e stabilisce che le ineguaglianze economiche e sociali verrebbero tollerate soltanto nel caso in cui apportassero vantaggi ai gruppi sociali più svantaggiati (secondo il criterio del maximin della teoria dei giochi, consistente nel massimizzare i guadagni minimi).” (tratto da Treccani.it, Dizionario di Filosofia)

Bel lavoro, Doctor Justice, ti sei preparato bene, may you rest in peace. Quando i pleistòi capiranno cosa volevi dire, sarà tanto se non si saranno autodistrutti nel frattempo.

Bene, le cose serie sono terminate: la ricreazione termale può ricominciare.

La giornata termale, cure a parte (e anche quelle… insomma) , si svolge con buona prevedibilità tra colazione, pranzo e cena. Quest’anno i due pasti maggiori si aprono con l’insalata condita con vinaigrette e senape e si chiudono con la tradizionale macedonia con gelato. Un po’ come i concerti di Guccini.

La colazione, invece, è a tema libero. Tengo a precisare come nessun ospite dell’albergo, né lavorante, è stato disturbato dalla ripresa di questi scatti.

Ma dimentico spesso di fotografare l’ambiente; qui è l’hotel Helvetia.

Dicevamo, la colazione. L’omeletta è prodotta su cortese richiesta, senza aggravio di costi per il consumatore.

La brioscia invece è squarciata e farcita a cura del sottoscritto, col cavolo che certe rappresentazioni non possano poi reificarsi.

Si diceva dell’insalata che fa da incipit. Lunga e diritta, condita insalata.

E della macedonia, a chiudere: e che ci giunga un giorno / ancora la notizia / di una locomotiva / come una cosa viva / lanciata a bomba verso l’ingiustizia.

La cenetta termale, in sintesi e senza inserti demenziali.

Per i feticisti, infine, dadaismo sugli avanzi della faraona.

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