piatto di casseoula da festival e dolcetto fuori concorso

Sappiatelo, la sera della casseoula è il giovedì. Peccato quest’anno il giovedì sia impegnato con l’Europa League, votato al supporto morale dei ringhiosi milanisti, ad apotropaica testimonianza di quanto possa la fede calcistica rossonera essere presa sul serio. E negando intanto il ricorso a colpi di braccio, volpate degne piuttosto della fur(b)a natura pseudosportiva rubentina, e di scudetti da campionati dove, non potendo gli arbitri, ci pensano gli scansati. Ma anche il martedì la casseoula impera, sofferta preparazione da supplizio di Tantalo per lo chef, almeno tre ore di sola cottura, solo circa venti minuti a consumarla: tutto è compiuto, exeant omnes, il resto è il silenzio, quiete che accompagna il monodose di grappa d’ordinanza. E tocca allo chef ricominciarne un’altra. Pensavo, che bella idea farne un festival, della casseoula: ma quale simbolismo arcano rintracciare in questo divenire, faticoso eppure grato, di orto, campo e porcilaja fattosi concerto in piatto? Non ne avevo affatto idea, ma per fine cena me ne sono fatta una, anzi, platonicamente, me la sono ricordata. La sala è spaziosa e ben illuminata, hói pleistói ancora tollerabili.

L’acqua minerale è l’adorata Lurisia, mia favorita, nella sua bella bottiglia di vetro.

La casseoula del festival è servita in un modo assolutamente tradizionale; il solo primo pezzetto di carne, una costina, si è rivelato solo tiepido, tutto il resto invece caldo al punto giusto. Gli avanzi rendono testimonianza del gradimento della preparazione. Col festival sarebbe finita qui, ma non facciamoci mancare nulla, come dolce un bel creme caramel, della casa. Bello e buono fin che vuoi, ci mancherebbe, si rivelano ben sette euro di dessert (rappresentano poi sulla ricevuta fiscale come “menù concordato”): meglio non passare ad Halloween, se questo è il dolcetto chissà in cosa consisterà lo scherzetto. Caffè, con quarto di grappino – la dose standard è davvero troppa – offerto dalla casa. Per me finisce qui: ricordo mi dissero di astenermi dal consumare extra, in caso di menù prestabiliti.

Annunci

2 pensieri su “piatto di casseoula da festival e dolcetto fuori concorso

  1. Piacevolmente sorpresi abbiamo oltremodo apprezzato la sua ode aulica dal tono nobile, etico e civile e dal contenuto encomiastico, ma evidenziante gentilmente una criticità nella serata gastronomica.

    Da parte nostra ammettiamo un’errata esposizione della voce “menù concordato” anziché “dessert” causa un difettoso funzionamento tecnologico del tasto corretto del registratore di cassa, ma soprattutto causa nostro mancato controllo.

    Di fronte alle criticità è nostro costume esserci e – quando sono dovute – presentare le nostre scuse per l’ accaduto e nel farlo la attendiamo per riparare a questa nostra mancanza con l’offerta di una dolce soluzione, senza scherzetto.

    Ossequi

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...