la trota alla griglia, da 50 metri di distanza

La costipazione che mi ha afflitto lungo tutto il fine settimana non vuole proprio andarsene, oggi decido quindi per piatti “della salute restoranda”: fusilli al pomodoro e trota alla griglia con contorno di spinaci al burro.

Sono stato troppo diretto, avrei potuto invece emozionarvi con la narrazione dello splendido panorama che si gode dall’agriturismo, dai laghetti in cui si riflettono alberi che ormai si stanno spogliando delle foglie e del Monte Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, finalmente imbiancato dalla prima neve, quella che in Giappone basta a piegare le foglie dell’asfodelo.

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prima neve sul Resegone

I fusilli al pomodoro, dicevamo, cotti a dovere e ben ripassati nella salsa, un piatto che da tempo consumo in spregio all’albagìa tutta sabauda di quell’esecrabile passato ministro del lavoro italiano che ebbe il coraggio d’insultare un popolo intero nelle sue tradizioni argomentando che «l’Italia è un Paese ricco di contraddizioni, che ha il sole per 9 mesi l’anno e che con un reddito base la gente si adagerebbe, si sederebbe e mangerebbe pasta al pomodoro».

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fusilli al pomodoro, politicizzati

Ebbene, rispettabile signor passato ministro, mi sono seduto, ho mangiato pasta al pomodoro, eppure mi sono poi rialzato e ho proseguito a lavorare.

Ecco, già questo ricordo mi ha guastato l’umore, cambiamo discorso.

La trota alla griglia, parliamo di come questo bel pesciolone venga allevato a 50 metri da dove viene poi preparato e servito in tavola: tutto casa e bottega, come apprezzerebbero i veterobrianzoli in fondo riconoscendovisi, e loro malgrado, in questa sommaria fenomenologia.

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trota alla griglia con spinaci al burro

Ahimè, come soffro nel fotografare cibi su piatti scuri, speriamo si sia trattato solo di un episodio – in fondo ai miei due vicini di sinistra la stessa combinazione è stata servita in piatti parimenti rettangolari, ma di un bianco impeccabile.

Dopo tutto questo ben di dio, servito accompagnato da una bottiglia di acqua minerale frizzante e da mezzo calice di vino rosso secondo la disponibilità dell’ostessa, il solito impeccabile caffè. Sempre Euro 11, scontrinati.

 

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