la polentina ben accompagnata del Venerdì

Riprendo le mie pacate abitudini questo Venerdì, passata è la festività dei Santi che mi ha costretto, per questa settimana, a cambiare programmi.

Nulla di meglio che tornare alla Geretta per il pranzetto riconciliatore, non già con la tragedia dell’esistenza in generale, ma almeno con due dei cinque sensi – e il medio stoicismo romano (quello dei fantastici quattro Seneca, Musonio Rufo, Epitteto e Marco Aurelio. Epitteto, nel caso) ci ricorda come l’unica cosa davvero in nostro potere sia l’utilizzo che facciamo delle rappresentazioni, ovvero da ciò che dai sensi ci arriva.

L’ospitalità dell’agriturismo è tale che ormai posso anche scegliere il tavolo cui sedere fischiettando – tra quelli liberi, ovvio. Torno con fiducia quindi al tavolino in fondo vicino alla porta sul laghetto, ben illuminato, detto anche tavolo “in castigo” quando ahimè mi accorgo del numero che un’ironica intelligenza superiore (o il clinamen degli atomi) ha ad esso assegnato: il numero dell’asino (#bonciuccio19, per chi come il sottoscritto ha la sciagura di trovarselo in squadra. Dicevamo però che il pranzetto non riconcilia con la tragedia dell’esistere, e nemmeno con quella del Milan cinese).

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il tavolo dell’asino, #bonciuccio19, già detto il tavolo in castigo

 

Per fortuna il cibo arriva a salvare l’umore che stava volgendo a cupi pensieri: no, non è la volta del montellone bollito in salsa neroverde (previsto in menù domenica sera) o dello stufato di fassone; è la volta di salsiccia e funghi, serviti con un’ottima polenta.

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salsiccia e funghi, con polenta – bello e buono

La benevolenza della gestione si è spinta fino a concedermi il privilegio di farmi scegliere il mio mezzo bicchiere di vino rosso a partire dall’offerta delle etichette premium sulla carta: rispetto al quartino di vino (veneto, ci siamo capiti) della casa è un gran bel passo avanti.

Il caffè continua a mantenersi a livelli di eccellenza, il conto resta felicemente inchiodato ai soliti Euro 11 regolarmente passati sotto scontrino. Il sabato del villaggio non potrebbe essere preceduto da aruspici più felici.

Alla prossima.

p.s.: il lettore più smaliziato potrebbe essersi accorto che ho pagato per un menù completo ma che non si sia detto del primo piatto. In omaggio alle antiche cuoche delle mense aziendali di Via Montebello a Milano – il venerdì è il giorno degli spaghetti aglio olio e peperoncino: se mi provochi, io ti mangio.

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