prove tecniche di pranzetti di lavoro per la fine dell’autunno

Molto bene,

visto che andando avanti avrò discreta occasione di nutrirmi nella natìa Brianza, tanto vale iniziare a vedere che fine hanno fatto alcuni locali di mia vecchia conoscenza.

Uscendo da Erba sulla ex statale 639 (il comune è Eupilio – appena fuori Erba, dopo l’Elmepe, pardòn Lariofiere, prima di arrivare a Pusiano) se riuscite a vedere il cartello, sulla destra si prende per l’Agriturismo La Geretta.

In settimana è aperto solo a mezzogiorno – tutti i giorni; per il pranzo di lavoro ci sono vari menù a prezzo prefissato (solo il primo, solo il secondo, primo e secondo, piatto unico con dolce: ci siamo capiti). Visto la mia discreta propensione all’ingrasso, scelgo il menù con primo e secondo, ma andiamo con ordine.

L’agriturismo si affaccia su due laghetti, dove oltre al ristorante si svolge un’attività di vivaio/allevamento pesci e di pesca sportiva (dicono che il lago a destra entrando sia quello dove si peschi più facilmente – ma lo dicono dei pescatori, vai tu a fidarti… e poi tanto il pesce pescato si paga). Il ristorante è fatto da una sala da pranzo vera e propria, un bancone da bar, sono poi preparati alcuni altri tavoli nella sala d’ingresso. Nella bella stagione si può mangiare all’aperto, sul laghetto, davvero carino.

Il servizio di mezzogiorno è un tipico esercizio di minimalismo razionale lombardo: i piatti sono scritti su una lavagna (“ha visto la lavagna?”, vengo interrogato con la tradizionale benevolenza dei miei conterranei), il posto tavola – come nuovo avventore vengo coccolato e mandato al tavolo d’angolo, praticamente in castigo (dai si scherza, la sala è piena, è l’unico tavolo libero) – è apparecchiato con una tovaglietta di carta di buona qualità, forchetta e coltello, bicchiere per l’acqua, saliera. La comanda viene presa con buona velocità (sono le 12:30, orario di punta a queste latitudini, la sala è piena, dicevamo): spaghetto aglio, olio e peperoncino, trota – a kilometro zero, visto il vivaio – cotta sulla piastra e accompagnata con patate fritte e zucchine saltate in padella.

Gli spaghetti sono finiti – immaginate un po’ la fame – prima che facessi in tempo a fotografarli, e poi cosa volevate vedere, pasta in tonalità di bianco su piatto bianco? Invece, prima di buttarmi sulla trota mi sono ricordato di immortalarla (foto da cellulare senza troppe pretese, portate pazienza): eccola qui. E al palato com’era? davvero niente male.

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trota grigliata, zucchine arrosto e patate fritte

L’acqua, dimenticavo, è microfiltrata; il vino della casa? Per oggi ho evitato l’assaggio, non sono poi troppo in forma. Invece ho preso il caffé: ottimo, ne sono rimasto piacevolmente impressionato.

Tutto ciò per Euro 11, pagamento pagobancomat, scontrino regolare.

Sono bravi, ci torno.

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